La Costituzione
ebbe tornati al vecchio statuto: dopo aver fatto arrestare Mussolini si era semplicemente limitato a sciogliere la Camera dei Fasci e delle Corporazioni ed a proclamare il progetto dell'elezione di una nuova Camera dei Deputati: ciò significava il ritorno alla Monarchia Costituzionale.li C L N, subito, presentò due enunciazioni:
il diritto di costituirsi in Governo provvisorio;
convocare il popolo, perchè esso doveva decidere la nuova forma costituzionale.
Che non si doveva tornare al vecchio statuto era certo, ma quale forma dare al nuovo assetto costituzionale? Si decise di non chiedere l'abdicazione del Re e sostituirlo con un Consiglio di Reggenza, ma si nominò il principe ereditario Umberto: era una soluzione di compromesso con l'asse leggermente spostato a destra (verso i Liberali, mentre per soluzioni repubblicana erano il P.S. e il Partito d'Azione). Questo periodo, della "tregua istituzionale" è importante per la storia del nuovo ordinamento democratico italiano: il luogotenente con un decreto del 25 Giugno annunciava che il popolo è chiamato ad eleggere, a suffragio universale diretto e segreto, un'Assemblea Costituente, e che è stata abrogata la disposizione di voler eleggere una Camera di Deputati.
Ma questa Assemblea Costituente ha piena sovranità o no? Deve solo elaborare la nuova costituzione o anche avere una funzione legislativa, o quest'ultima funzione deve essere affidata al Governo? Chi deve decidere la nuova forma istituzionale dello Stato,1 'Assemblea Costituente o il popolo tramite referendum? Si decise che il popolo doveva decidere tramite referendum, anche questo è il risultato di un compromesso, (stavolta rivolto a sinistra: infatti i Repubblicani erano convinti di avere una maggioranza schiacciante. ma ebbero solo una “Vittoria di misura” ( 12 milioni di voti contro 10 milioni). Il primo abbozzo di carta costituzionale fu redatto dalla commissione dei 75 ( 19 Luglio) presieduta da Meuccio Ruini. Anche il contenuto della Costituzione fu il risultato di uri compromesso storico: diversi erano i punti di vista ideologici delle forze politiche del CLN (Liberalismo del periodo risorgimentale; P.S. che nella sua versione riformistica aveva partecipato allo sviluppo dello stato liberale caduto sotto il fascismo; popolarismo dei cattolici, antiliberali e antisocialisti considerati partito anticlassista e centrista; il P. C. legato al primo grande stato socialista della storia. dagli. scopi rivoluzionari).
Avevano comunque un'idea comune : Antifascismo e Democrazia.
La democrazia, infatti, può a buon diritto considerarsi l'ideologia della resistenza, in quanto “antidemocratico era stato il fascismo, che al principio dell' eguaglianza aveva esaltato 1a gerarchia, contro il Potere dal basso, il potere dall'alto, contro la libertà, l'autorità...” e il partito d'azione. rappresenta pienamente questa ideologia. in quanto nato e morto con la Resistenza. Questa convergenza di scopi era influenzata sia da ragioni storiche oggettive (l'Italia venne a trovarsi nel conflitto tra le potenze vincitrici e predestinata a far parte delle democrazie rappresentative); sia da ragioni psicologiche soggettive ( ché, dopo l'esperienza dei fascismo, era disposto a un nuovo governo, dittatoriale?). Non si pensi però che le difficoltà non ci furono. Assai difficile fu conciliare le diverse ideologie politiche: nella prima parte del testo, che affronta i diritti e i doveri dei cittadini, si possono notare discordanze! tra liberalismo (libertà personale, civile, politica) socialismo (diritti sociali, di sciopero, di eguaglianza tra cittadini) e cristianesimo sociale (diritto alla famiglia considerata "società naturale", funzione sociale della proprietà sociale); nella seconda parte riguardante l'organizz
azione dello Stato, la scelta fu se seguire il modello americano, garantistico e federalistico, o quello francese democratico. E se il compromesso vi fu, è perché i nostri costituenti, memori della storia, non trascurarono ciò che successe allo Statuto Albertino (che aveva tollerato la trasformazione da monarchia costituzionale in dittatura permanente) e vollero rifuggire gli estremi del "cesarismo" o del "giacobismo": unico ideale a tutti comuni era la necessità di un Processo di democratizzazione. I tratti di questa maggiore democraticità si rivelano nell' allargamento del suffragio alle donne, nel passaggio alla Repubblica e quindi a un capo non ereditario ma eletto, non più il Senato di nomina regia, ma una camera anch'essa elettiva, l'inserimento di istituti di democrazia diretta come il referendum e l'iniziativa popolare, l'autonomia regionale e il. riconoscimento dei partiti come libere associazioni che concorrono a formare con “metodo democratico”la politica nazionale. Naturalmente chi contribuì maggiormente a questo Processo (comunisti,socialisti, DC) diede una interpretazione positiva al compromesso, che di per sé potrebbe anche sembrare il risultato di un accomodamento insincero e furbesco e questa interpretazione diedero il Salvemini, che parla di "pateracchio" e non di compromesso; il Croce, liberale, lamentò la mancanza di coerenza del testo. egli dice "...ciascuno di quei partiti ha tirato l'acqua al suo mulino..."; Calamandrei, azionista, punta l'accento sugli articoli rimasti ambigui. Di contro Togliatti, comunista, riassunse il giudizio dei favorevoli, dicendo che "la parola compromesso non ha un senso deteriore.... noi non abbiamo cercato un compromesso con mezzi deteriori, ma abbiamo cercato di individuare il terreno comune su cui far confluire correnti ideologiche e politiche diverse”. Comunque sia la Costituzione, compromesso o no, ha resistito alle prove dei logoramenti, insabbiamenti, resistenze attive e passive, tentativi di inversione e sovversione; ma con ciò non bisogna credere che nella costituzione ci sia tutto ( illusione costituzionale): non sono tanto il sotto governo o "il potere occulto" a sfuggire alla regolamentazione, ma organi e funzioni appartenenti alle macchine statali indispensabili per essa, hanno solo tracce evanescenti nella Costituzione. Lontani dal credere che, poiché nella costituzione c'è tutto, il problema fondamentale sia quello di attuarla fino in fondo; 1a crisi dello Stato italiano è di portata molto più vasta e non può essere cercata entro la costituzione perché sta al di fuori di essa: il conflitto tra stato parlamentare e stato burocratico, processo di democratizzazione e di burocratizzazione allargamento della base del potere e rafforzamento di strutture gerarchiche, non è stato ancora risolto da nessuno stato moderno.Tratto da “ Democrazia e Costituzione” Maria Simonte
The Italian Constitution
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The present Constitution is based on different principles that seek to create a State where every person can feel free and respected. Freedom is the opportunity to be themselves and to differentiate themselves from others. In this way each individual can build his own personality and participate in a free and creative social life. Italy becomes a state founded on individualism, the individual shall have priority over the company, the company compared to the State. The conception of social freedom also limits or rules not only not to harm the freedom of others, but to promote general welfare.
One of the most important element of our Constitution is the autonomy of the individual. It does not mean total independence or sovereignty, but includes in its concept the idea of limit and coordination with the needs of the rest of society. In our country there are so several social formations in which individuals can organize themselves: municipalities, provinces, cities and regions, etc .... All these are local authorities. The precondition for democracy and autonomy is the freedom of individuals.
This concept may introduce another important point of our Constitution. By Justice is the task of abolishing the difference in life expectancy between classes and categories of citizens. The second paragraph of Art. 3 says: “It is the duty of the Republic to remove obstacles to economic and social, in fact, limiting the freedom and equality of citizens, prevent the full development of the human person and the effective participation of all workers in the political, economic and social life of the country”. It is evident the importance of these words as you can clearly see that the Italian Republic has taken the task of ensuring equal rights and justice for every citizen. This means that the state is moving away from a liberal model, the citizen has to decide social events, and so becomes involved: participates actively in society and fights against the same obstacles.
According to the Italian Constitution, therefore, the people represent many social groups with different ideologies, programs, traditions and competing with each other. We can therefore say that our political power derives from a free competition among all social players. This means that our country has free elections and voting rights guaranteed to all, and plurality of political parties. We must add however that this sovereignty is limited and regulated to ensure that equal rights are guaranteed for the majority and the minority.
Democracy is probably the main of these principles, as we can see in Art. 1: “Italy is a democratic republic based on work. The sovereignty belongs to the people and is exercised in the manner and within the limits of the Constitution.” These words show the importance of "democracy" that has various interpretations, since it is now adopted by most countries. The best words to explain this term are, as our 1st Article suggests, "sovereignty of the people." However, it should be clear that the people are not intended as a whole, but an individual unit with his own will.
The last key of the Italian Constitution is equality: "all citizens have equal social dignity and are equal in front of the law, without distinction of sex, race, language, religion, political opinions, personal and social conditions. "Art. 3, in his first point, shows very clearly the concept of equality in our Constitution. But what are the aspects of the word "equality"? Firstly, this term does not certainly mean that everyone should be equal, but it wants to refer to an open society, which leaves the strong distinctions and does not discriminate any individual. Moreover, according to the second aspect, it promotes equality including the conditions of the poor and the weakest in society, resulting in the formation of laws that deal in a better way those who have less chance. Here comes then the eligibility of differentiated laws. So equality is no longer the equal treatment by a law, like it is in the model of a liberal State, but it is the guarantee of equal opportunity in exercising their rights.
SIAMO STATI A SEXENHAUSEN....E A BERLINO.....



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