Il Mahatma Gandhi e la fede nella Non-Violenza
Gandhi era un credente convinto e improntò tutta la sua vita e le sue battaglie alla logica dell’amore e del bene. Sebbene appartenesse alla religione induista, egli non si stancò mai di cercare il confronto con le altre religioni e da queste trasse anche degli insegnamenti. Per questo l’attività “politica” di Gandhi non può essere disgiunta dalle sue credenze e dalla sua fede nella Verità. Durante i venti anni trascorsi in Sud Africa, Gan
dhi ebbe modo di elaborare i concetti dell’Ahimsa e del Satyagraha, concetti religiosi prima che politici, che egli avrebbe messo in pratica al ritorno in India, nella lotta per l’Indipendenza dall’Impero Britannico.
Per rendere il termine Ahimsa lo stesso Gandhi, più volte, ricorse al termine “amore”, inteso, però, in senso cristiano. Amore, dunque, non solo nei confronti del fratello e del prossimo, ma anche, soprattutto, del nemico.
Il termine Satyagraha nacque, invece, con l’obiettivo di sostituire il termine inglese passive resistance. Durante una riunione egli si accorse, infatti, che tale espressione veniva interpretata come l’arma dei deboli, che poteva infine esprimersi anche per mezzo della violenza. Per ribadire allora il significato che egli attribuiva al termine inglese “passive resistance”, decise di coniarne uno nuovo: proprio quello di Satyagraha, con il quale egli si riferiva ad una battaglia pienamente attiva, seppure condotta senza l’uso della violenza. In quella occasione Gandhi spiegò che il più grande esempio di Satyagraha fu dato da Gesù e dalle migliaia di cristiani che soffrirono e patirono pazientemente le persecuzioni attuate nei loro confronti.
Poco dopo che Gandhi ebbe inaugurato il Satyagraha, il generale Smuts approvò una legg
e secondo cui ogni indiano si sarebbe dovuto recare in un ufficio per farsi registrare e farsi prendere le impronte digitali. Una simile costrizione indignò gli Indiani e, primo fra tutti, Gandhi. Sotto la sua spinta, nessun indiano si fece registrare e, immediatamente, migliaia di indiani furono arrestati. Le prigioni risultarono insufficienti e il generale Smuts si risolse a discutere con Gandhi e, infine, ad abrogare la legge. Anche in altre occasioni Gandhi sfidò pubblicamente il generale Smuts, come quando si oppose, insieme a migliaia di indiani, alla legge che dichiarava validi solo i matrimoni tra cristiani.
dhi ebbe modo di elaborare i concetti dell’Ahimsa e del Satyagraha, concetti religiosi prima che politici, che egli avrebbe messo in pratica al ritorno in India, nella lotta per l’Indipendenza dall’Impero Britannico.Per rendere il termine Ahimsa lo stesso Gandhi, più volte, ricorse al termine “amore”, inteso, però, in senso cristiano. Amore, dunque, non solo nei confronti del fratello e del prossimo, ma anche, soprattutto, del nemico.
Il termine Satyagraha nacque, invece, con l’obiettivo di sostituire il termine inglese passive resistance. Durante una riunione egli si accorse, infatti, che tale espressione veniva interpretata come l’arma dei deboli, che poteva infine esprimersi anche per mezzo della violenza. Per ribadire allora il significato che egli attribuiva al termine inglese “passive resistance”, decise di coniarne uno nuovo: proprio quello di Satyagraha, con il quale egli si riferiva ad una battaglia pienamente attiva, seppure condotta senza l’uso della violenza. In quella occasione Gandhi spiegò che il più grande esempio di Satyagraha fu dato da Gesù e dalle migliaia di cristiani che soffrirono e patirono pazientemente le persecuzioni attuate nei loro confronti.
Poco dopo che Gandhi ebbe inaugurato il Satyagraha, il generale Smuts approvò una legg
e secondo cui ogni indiano si sarebbe dovuto recare in un ufficio per farsi registrare e farsi prendere le impronte digitali. Una simile costrizione indignò gli Indiani e, primo fra tutti, Gandhi. Sotto la sua spinta, nessun indiano si fece registrare e, immediatamente, migliaia di indiani furono arrestati. Le prigioni risultarono insufficienti e il generale Smuts si risolse a discutere con Gandhi e, infine, ad abrogare la legge. Anche in altre occasioni Gandhi sfidò pubblicamente il generale Smuts, come quando si oppose, insieme a migliaia di indiani, alla legge che dichiarava validi solo i matrimoni tra cristiani.tratto da un approfondimento di Dario Domingo V D 2007/2008
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